
INCONTRO TRA STUDENTI E DOCENTI SUL DDL GELMINI E LA PROTESTA IN CORSO NELLE UNIVERSITA'.
GIOVEDI' 1 LUGLIO ORE 14.30 IN AULA 1
corso Duca degli Abruzzi
Giovedì 1 luglio si terrà il primo incontro pubblico, organizzato dal Coordinamento ricercatori e Coordinamento precari del Politecnico di Torino, fra docenti e studenti del Politecnico di Torino per affrontare insieme il tema del DDL Gelmini e per confrontarsi sugli scenari della protesta a partire dal prossimo anno accademico.
Il DDL 1905, detto DDL Gelmini, porterà qualora approvato gravi peggioramenti nell'università per quanto riguarda il diritto allo studio, un pesante attacco al carattere pubblico dell’università e alla libertà di insegnamento e di ricerca.
Si affacciano nuovamente prospettive che seguono il binario morto dell'aziendalizzazione e privatizzazione dell'università, attraverso l'entrata prepotente di privati negli organi decisionali di atenei ormai senza fondi e dei conseguenti tagli indiscriminati all'offerta formativa che vedranno una riduzione della qualità della didattica.
Prospettive che, in linea con la recente "riforma del politecnico", porteranno l'ennesimo attacco alla categoria degli studenti, indifesa, disinformata e mai presa in considerazione, già vittima di provvedimenti "punitivi" come le soglie per l'accesso alla specialistica, piuttosto che l'impossibilità ad architettura I di iscriversi con debito alla specialistica, piuttosto che la chiusura di corsi e laboratori o la riduzione di ore di didattica.
Grave sarà anche l'attacco alla categoria dei ricercatori universitari, che secondo il DDL scompaiono come figura rimpiazzati dal ricercatore a tempo determinato con un contratto che scade dopo sei anni. Un'evidente virata verso la precarizzazione del corpo docente e diminuzione della qualità della didattica, se si pensa alle larghe percentuali di cattedre coperte da ricercatori (in particolare ad architettura) che diventeranno presto crocevia di professori "usa e getta".
Ennesime prove di quanto le politiche universitarie, sia locali sia nazionali, siano profondamente legate a questioni economiche, quadrate dal ragioniere di turno, invece che essere mosse da un reale e manifesto spirito di miglioramento della qualità della didattica, del diritto allo studio e dell'università in generale.
Qualcosa si sta muovendo e qualcosa si è già mosso. Alcuni studenti di architettura, stanchi di poca informazione e preoccupati per quanto si prospetta il prossimo anno, si sono incontrati in due assemblee ad architettura, da cui è uscito un primo documento di critica ed opposizione a ciò che sta succedendo. I ricercatori ed i precari appoggiati anche da alcuni professori, in tutta Italia hanno da mesi avviato una piattaforma comune e creato un largo fronte di opposizione al DDL, anche al Politecnico di Torino, che ha cercato non solo una modifica del disegno di legge ma anche una presa di posizione delle istituzioni accademiche critica e contraria alle scelte ministeriali. E si prospetta la possibilità dello sciopero dell'attività didattica dei ricercatori a partire dal prossimo anno, per cui tanti corsi (in particolare ad architettura) non partiranno.
Riteniamo che queste recenti esperienze indichino l'unica strada da percorrere per evitare che gli scellerati amministratori delle nostre università e dei nostri corsi possano recarci altri danni e a nostra insaputa.
Informiamoci, partecipiamo, parliamoci e organizziamoci, anche se è estate, anche se gli esami sono alle porte.
Perchè se nella migliore tradizione (anti)democratica italiana l'estate è il periodo dei decreti legge, delle truffe e degli inganni, forse non c'è altro modo di invertire la tendenza che rompere il sonno - di noi studenti - che lascia spianata la strada al ladro.
col.po
GIOVEDI' 1 LUGLIO ORE 14.30 IN AULA 1
ORGANIZZATO DAL COORDINAMENTO RICERCATORI E DAL COORDINAMENTO PRECARI DEL POLITECNICO DI TORINO
Caro studente,
come probabilmente gia' sai al Politecnico, come in tutte le università italiane, a settembre alcuni corsi potrebbero non partire regolarmente.
Come mai al Politecnico, che ha la fama di Universitàseria, che, secondo una recente classifica del Ministero, è addirittura la seconda Università virtuosa d’Italia, si e’ creata una simile situazione?
Per capire che cosa stia succedendo occorre innanzitutto sapere che quelli che gli studenti, vedendoli in aula davanti ad una lavagna, chiamano comunemente professori in realta’ sono spesso dei ricercatori o dei "ricercatori" a contratto (assegnisti, borsisti, "precari della ricerca" per definizione).
L’iniziativa, presa in modo sofferto, ha lo scopo di dare un forte segnale di dissenso contro il disegno di legge di riforma dell’università, noto ai più nome disegno di legge Gelmini.
Quali sono i punti del ddl che i ricercatori e i precari contestano? Il fatto che venga prospettata una riforma in assenza di adeguati finanziamenti per l’Università; la ridefinizione dei ruoli e della composizione del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione che ridurrà la democrazia negli atenei; l'abolizione della figura del ricercatore universitario e l'istituzione di una nuova figura di ricercatore a tempo determinato che “scade” dopo sei anni. Questo fatto è gravissimo, perché da un alto disconosce totalmente il lavoro fino ad ora svolto dai ricercatori, dall’altro sancisce un aumento inaccettabile della precarizzazione nell'accesso alla carriera universitaria: una parte consistente dei futuri professori saranno persone che potranno svolgere questo compito per soli sei anni, dopo i quali dovranno “riciclarsi” sul mercato. Con uno spreco enorme di risorse.
I ricercatori, i precari, e molti professori che appoggiano la protesta, ritengono che un’universita’ senza finanziamenti, il cui consiglio di amministrazione sia in mano a politici e rappresentanti di enti esterni, ed i cui dipendenti siano in numero considerevole precari non possa essere migliore di quella attuale.
La posta in gioco, ovvero la tutela del diritto allo studio, e la difesa della liberta’ di insegnamento e di ricerca, sanciti dalla costituzione, è veramente alta.
A seguito dell'incertezza riguardo i piani di studio che verranno attivati dal prossimo anno accademico, della totale assenza di informazione e coinvolgimento da parte dell'amministrazione, gli studenti di architettura riuniti in assemblea il 3 Giugno 2010 riconoscono:
- la precaria situazione delle facoltà che non sono in grado di fornire alcuna garanzia sull'effettiva erogazione dell'offerta formativa per il prossimo anno accademico, né dal punto di vista qualitativo, né da quello quantitativo;
- che l'iscrizione anticipata alle lauree specialistiche sia un'ottima opportunità per gli studenti e, in quanto tale, dev'essere mantenuta e tutelata;
- che i tagli del corpo docente provocheranno, oltre all'abbassamento della qualità della didattica, anche l'inadeguatezza degli spazi e delle aule in cui si svolgeranno le lezioni, visto il consistente aumento del numero di studenti per classe;
- l'incapacità dei rappresentanti degli studenti nello svolgere la loro funzione di tramite fra studenti e istituzione politecnica;
- l'importanza del ruolo e del lavoro dei ricercatori, appoggiando la mozione presentata dall'Assemblea dei Professori e Ricercatori della I Facoltà di Architettura al Senato Accademico riunitasi il 24/05/2010.
Pertanto gli studenti richiedono:
- la possibilità per tutti gli studenti già iscritti ad un corso di laurea di concludere il proprio percorso di studi senza alcuna variazione del carico didattico e nessun limite temporale per poter sostenere gli esami;
- la trasparenza e la diffusione delle informazioni da parte dell'amministrazione;
- la pubblicazione dei nuovi piani di studio indicanti anche i docenti che terranno i diversi corsi;
- la posticipazione del termine ultimo per l'iscrizione alle lauree specialistiche, ritenendo che non sia possibile scegliere consapevolmente il proprio percorso di studi senza conoscere il programma dei corsi;
- l'assenza di un numero minimo di iscritti per attivare i corsi di laurea.
Data l'urgenza e la gravità della situazione, si richiede un immediato cambiamento di rotta dell'amministrazione dell'ateneo, che vada realmente incontro alle necessità degli studenti e soddisfi le loro richieste.
Studenti di Architettura riuniti in assemblea

h 18.30 C.so Giulio Cesare (Torino)
Stazione Ceres
L'aggressione, avvenuta in acque internazionali, ha generato 9 morti accertati e decine di feriti tra cui almeno uno grave. Tutti gli attivisti sono adesso sequestrati del governo Israeliano in quanto si rifiutano di firmare un'auto-espulsione in cui si dichiarano terroristi.
Tra di loro la nostra amica Angela Lano e molti altri media attivisti.
Venerdi 4 Giugno è stata indetta "La Giornata Internazionale della Collera" contro la violenza sionista.
condannando fermamente l'infame attacco israeliano, per la fine dello stato d'assedio in cui vive la popolazione palestinese e la liberazione immediata degli attivisti arrestati.
Dopo la prima assemblea di martedì si è deciso di incontrarsi giovedì in pausa pranzo, per organizzare una campagna di informazione sulla situazione critica per le facoltà di architettura e organizzare qualche iniziativa di risposta.
Passiamo parola! Organizziamoci!
2° INCONTRO STUDENTI DI ARCHITETTURA
Giovedì 3 Giugno, h 12,30 aula 4M di via Boggio
col.po
Nella notte commandos israeliani hanno assaltato alcune navi della Freedom Flotilla partita qualche giorno fa dalle coste cipriote in direzione di Gaza. La loro colpa: tentare di rompere l’assedio che da anni costringe la popolazione della Striscia alla fame e ad un continuo ricatto politico.Non si sa ancora con esattezza quanto siano i morti: più di 16 a seconda delle fonti. Israele impedisce di conoscere il numero esetto di morti e feriti seguiti all’uso di armi da fuoco da parte dei suoi commandos-killer. Le navi sono ora dirottate sul porto israeliano di Haifa. L'aggressione è avvenuta in acque internazionali, pertanto si tratta a tutti gli effetti di pirateria. È degno di nota il fatto che i partecipanti sono persone assolutamente pacifiche, disarmate, il cui unico scopo è quello di portare gli aiuti alla popolazione di Gaza.
Non possimao restare in silenzio di fronte a tanta impunita macelleria!
PRESIDIO-CONCENTRAMENTO h 16.30 PALAZZO NUOVO
Dopo l'assemblea di lunedì
si è deciso di incontrarsi
GIOVEDI' alle 18.30 in aula 1
per preparare il documento contro le soglie.
Questo provvedimento porterà ad una riduzione consistente del numero di studenti che potranno proseguire il proprio percorso di studi dopo la triennale.
L'amministrazione del Politecnico giustifica questa scelta con le seguenti motivazioni:
- La legge 270 lo impone
- Gli studenti sarebbero incentivati a lavorare di più conseguendo risultati migliori
- La qualità della didattica aumenterebbe
- Il percorso di studi diventerebbe più meritocratico
Riteniamo che nessuna di queste motivazioni sia valida e giustifichi questa scelta, infatti:
• La legge 270 prevede all'art. 6 comma 2 che:
“Nel caso di corsi di laurea magistrale per i quali non sia previsto il numero programmato dalla normativa vigente in materia di accessi ai corsi universitari, l'università stabilisce per ogni corso di laurea magistrale, specifici criteri di accesso che prevedono, comunque, il possesso di requisiti curriculari e l'adeguatezzadella personale preparazione verificata dagli atenei, con modalità definite nei regolamenti didattici.”
Il DM, per tanto, non impone che vengano istituite delle soglie, né tanto meno che agli studenti venga impedito definitivamente di iscriversi alla laurea magistrale.
D'altronde, poiché lo stato italiano riconosce il conseguimento della laurea triennale come attestato delle conoscenze di uno studente, qualunque “specifico criterio di accesso” aggiuntivo alla laurea magistrale non ha alcun senso. E' inoltre contraddittorio stabilire un valore di media selettivo superiore al 18, se si ritiene che questo sia sufficiente per superare un qualunque esame.
• La ragione per cui uno studente sia spinto ad ottenere buoni risultati non dovrebbe essere la paura di non riuscire ad iscriversi alla laurea magistrale, ma la curiosità verso l'ambito di studi che ha scelto e anche l'interesse che il docente sa suscitare.
L'intero percorso universitario diventa quindi una 'corsa contro il tempo' e una competizione per il voto alto anziché essere un percorso veramente formativo. Lo studente si ritroverà così ad affrontare un percorso formativo irto di ostacoli che lo costringeranno ad affrontare l'università come se fosse un compito da svolgere in determinate tempistiche con risultati standard, senza poter scegliere quali ambiti approfondire e senza acquisire una consapevolezza culturale, fondamentale a livello universitario.
• La qualità della didattica non viene migliorata perché questa non dipende dal numero degli studenti che seguono i corsi ma dal tipo di offerta formativa che il politecnico è in grado di offrire. Inoltre questo ragionamento offre motivo di pensare che la scelta dell'ateneo di istituire classi di 180 persone, come previsto dal nuovo piano dell'offerta formativa, oltre ad essere contraddittoria, sia rivolta ad un effettivo abbassamento della qualità della didattica e non ad un suo innalzamento.
• La soglia non è una scelta meritocratica perché la meritocrazia dovrebbe puntare a premiare gli studenti che realizzano il proprio percorso di studi con buoni risultati e non ad escluderli dall'università, negando così il diritto allo studio.
Le soglie sono soltanto un mero adeguamento ai tagli economici emanati dal ministero che, ormai da vent'anni, realizza riforme universitarie che obbediscono a quanto le leggi finanziarie impongono. È in questo stesso contesto che si inserisce la decisione del Politecnico di Torino di inserire le soglie. Il nostro rettore ed i nostri presidi non la giustifichino come una scelta meritocratica o come una scelta valida per migliorare la qualità della nostra formazione. Non devono dirlo perchè ancora una volta sono complici di questo sistema universitario che non lascia spazio alla formazione dell'individuo attraverso un sapere unitario ed una formazione intellettuale critica, realizzata non nelle aziende ma nelle comunità universitarie.
Non lasciamo che ancora una volta l'amministrazione del politecnico prenda delle decisioni a scapito di noi studenti!
Nessuno difende gli interessi degli studenti! E' ora di reagire!
Lunedì 24 maggio assemblea studentesca
Cortile centrale ore 12.30
A più di un anno dalla riforma Gelmini si stanno delineando le linee principali di cambiamento dell’università italiana. I tagli previsti dalla legge 133 rimangono e allo stesso tempo i privati, con una presenza fino al 40% all'interno del consiglio d'amministrazione, hanno sempre maggiore potere decisionale all'interno dell'università, permettendo loro di controllare e determinare la formazione della futura forza lavoro.
L'amministrazione del Politecnico, che non ha mai voluto opporsi in modo serio e determinato ai tagli al FFO, ha preferito far pagare tutte le conseguenze a studenti, ricercatori, precari e personale tecnico ed amministrativo.
- Le sedi decentrate vengono chiuse senza sicurezze per il personale e non considerando i problemi causati agli studenti che le frequentano.
- L'offerta formativa viene riformata eliminando interi corsi di laurea e accorpando tutti quelli del primo anno senza curarsi della mancanza di aule.
- Agli studenti viene limitata la possibilità di proseguire gli studi inserendo soglie per l'iscrizione alla specialistica che, al di là dell’estrema soggettività su cui si basa ogni valutazione, portano un ulteriore duro attacco al diritto allo studio.
- La figura del ricercatore a tempo indeterminato viene eliminata, rendendo la ricerca di base sempre più esigua e praticamente azzerando le possibilità di ottenere un lavoro stabile dopo anni di studio. Per gli attuali ricercatori di ruolo e precari della ricerca, e per noi in un futuro prossimo, viene bloccato l’avvenire.
Per far sentire le nostre richieste è importante aderire alla mobilitazione dei ricercatori e in particolare alle iniziative previste nella settimana dal 17 al 22 maggio: una serie di azioni dimostrative per mettere in evidenza il peso del lavoro di ricercatori e precari della ricerca (attuali a futuri) nel funzionamento degli atenei.
Pur sentendo l’esigenza di una profonda riforma del nostro sistema universitario,
crediamo che questa non possa e non debba avvenire a scapito di noi studenti, dei ricercatori, dei precari, dei lavoratori e, soprattutto, di quello che è il vero obiettivo a cui l’Università deve puntare: una cultura e una ricerca libere e accessibili a tutti!
A TUTTO QUESTO NON È PIÙ POSSIBILE RISPONDERE COL SILENZIO!
QUANDO SI TRATTA DEL NOSTRO FUTURO VOGLIAMO ESSERE NOI A DECIDERE.
I ciellini di "Lavori in corso" hanno scritto in prima pagina del loro giornalino la falsità che uno studente del Col.po "avrebbe consigliato ai terroni di tornarsene a casa". La falsità, scritta nell'articolo riguardante un'agenzia di viaggi, vuole evidentemente alludere al fatto che gli studenti del collettivo sarebbero razzisti verso i meridionali, nonostante l'autore dell'articolo l'abbia successivamente negato a parole.
NON SI DEVONO PERMETTERE QUESTI SERVITORI DI UN GOVERNO RAZZISTA E SECESSIONISTA DI SCRIVERE QUESTE BAGGIANATE!
Il Col.po è formato per l'80% da studenti fuori sede e meridionali e, non solo per questa ragione, rifiuta e lotta ogni discriminazione geografica, economica e sociale, e di certo non appoggia alle elezioni studentesche del Politecnico candidati della Leganord (Sciretti) come ha fatto "Lavori in corso" alla scorsa tornata elettorale.
Dal CNSU al senato del Politecnico, "Lavori in corso" accetta e appoggia le politiche ministeriali di Gelmini e Tremonti, i cui tagli causano tra l'altro l'aumento progressivo delle disparità economiche dei sempre più poveri atenei del sud rispetto ai potenti atenei del nord. Politiche economiche che si traducono facilmente in reali e sostanziali discriminazioni geografiche e nell'aumento del disagio sociale ed economico del Meridione.
Grazie a questo Governo e grazie a chi, come "Lavori in corso" lo appoggia, sempre più giovani meridionali saranno condannati a non avere futuro nella propria terra e a dover di conseguenza emigrare. Rimangono a CL così solo le diffamazioni e i consigli per gli acquisti a pagina 3.

