Sull'inaugurazione dell'anno accademico 11 novembre 2009


 



 


Oggi in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2009/2010, abbiamo voluto esprimere il nostro dissenso nei confronti della politica che l'ateneo sta portando avanti negli ultimi anni. Dopo aver partecipato a un'assemblea di lavoratori e precari del Politecnico, in cui si è discusso principalmente dei problemi dei precari della ricerca, abbiamo deciso di prender parte a modo nostro all'inaugurazione. Una cerimonia a cui sono stati invitati politici, militari e rappresentanti di aziende private, ma non studenti, lavoratori e precari!


Il nostro ingresso è stato impedito in modo violento dalle forze dell'ordine, schierate davanti alle porte dell'aula magna. A dare man forte alla DIGOS è stata chiamata anche la celere, fino a quel momento chiusa nelle quattro camionette parcheggiate davanti al Politecnico. Un clima surreale: un'università assediata dalle forze dell'ordine, con transenne che impedivano di accedere al cortile, trasformato per l'occasione in parcheggio per le auto blu dei signori in toga e in pelliccia. Negli ultimi mesi questa è la terza volta che il rettore autorizza l'ingresso della polizia al Politecnico, e questo dimostra che stiamo andando incontro ad un'università sempre più chiusa e militarizzata, in cui non c'è possibilità di dialogo, ma solo di obbedienza.


Non per gentile concessione del prorettore Gilli, ma con l'astuzia siamo entrati dal retro, portando rumorosamente le nostre critiche e richieste, interrompendo l'inaugurazione blindata, formale e fatta di velleità, disturbando per una decina di minuti la corte al servizio dei signori. La generale indifferenza in cui è caduto il nostro intervento, con tanti ospiti illustri che abbandonavano la sala per evitare le contestazioni, dimostra ancora una volta la volontà di non considerare ed escludere gli studenti da qualsiasi processo decisionale all'interno dell'ateneo.


Vogliamo un sapere libero, non in mano alle aziende. Per questo continueremo a ribadire con tutta la nostra voce che il modello aziendale di università non ci piace, che dare in mano ai privati la guida degli atenei è la morte dell'istruzione pubblica. La cultura legata ad interessi privati seguirà le stesse logiche di mercato che stanno distruggendo la nostra società.




Col.Po – Collettivo Politecnico, Torino


 


ascolta la diretta con uno studente del collettivo politecnico

Created: 12/11-09 at 15.02

17 novembre 2009


GIORNATA INTERNAZIONALE
PER IL DIRITTO ALLO STUDIO


Il 14 novembre 1973 gli studenti del Politecnico di Atene entrarono in sciopero ed avviarono una forte protesta contro la Dittatura dei colonnelli. Migliaia di lavoratori e di giovani si unirono alla protesta sia dentro che fuori l'università. Nelle prime ore del 17 novembre Papadopoulos ordinò all'esercito di porre fine alla protesta. Un carro armato Amx 30 abbatté i cancelli del Politecnico travolgendo gli studenti che vi si erano arrampicati sopra.
Moltissimi studenti rimasero feriti e negli scontri che seguirono l'intervento dell'esercito rimasero uccisi 24 civili.
Da quel giorno ogni anno, in tutto il mondo, gli studenti si mobilitano in ricordo di quel massacro per rivendicare il diritto di studio per tutti e la necessità di costruire un mondo di pace, giustizia e libertà.


 


 




CORTEO STUDENTESCO




  • CONTRO IL DDL GELMINI



  • CONTRO LA PRECARIZZAZIONE DELLA SCUOLA



  • CONTRO I TAGLI ALL'ISTRUZIONE



  • PER UNA CULTURA LIBERA E DI TUTTI



 


concentramento ore 8.30 davanti al Politecnico - Corso Duca degli Abruzzi, 24
per poi unirsi al corteo in partenza da Piazza Arbarello


 


Leggi l'appello alla mobilitazione


 


 

Created: 24/9-09 at 23.28   Latest comment: 26/7-10 at 18.42

Noi studenti universitari ritorniamo in piazza anche quest'anno per ribadire la nostra contrarietà e il nostro disagio di fronte allo stato in cui versa l'università e l'istruzione pubblica in seguito alle leggi 133, 180 ed in generale, alle politiche dei governi degli ultimi anni.


Queste leggi hanno innescato un processo di peggioramento dell'istruzione universitaria, attraverso i seguenti provvedimenti:


- diminuzione del FFO (fondo di finanziamento ordinario) complessivamente del 20% nei prossimi tre anni con la possibilità di trasformazione delle università da atenei pubblici a fondazioni di diritto privato;


- riduzione del personale universitario attraverso il blocco delle assunzioni di norma previste in seguito al pensionamento del personale (turn over)


- svalutazione dei titoli di studio delle università rimaste pubbliche con conseguente ampliamento della forbice tra gli atenei considerati di classe A e quelli considerati di classe B


- il 30% dei tagli effettuati all'istruzione, verrà ridistribuito in base a criteri di merito decisi dal ministero in base ad una mera politica economica


- blocco del 50% delle assunzioni del personale per le università che non spendono più del 90% del FFO e blocco totale per quelle che lo superano.


 


Tutto questo porterà ad una probabile privatizzazione degli atenei pubblici, a un blocco del ricambio generazionale , un sostanziale smantellamento dell'università di qualità in quanto legata a logiche di mercato.


Il politecnico, il nostro ateneo, assomiglia sempre più ad un' azienda che ogni anno sforna tecnici specializzati pronti a funzionare come ingranaggi dell'economia.


In quanto tali, gli ingegneri, svolgono un ruolo sistematico, fondamentale al funzionamento di questa “macchina-azienda”, fondamentale per la sua produttività (base dell'attuale consumismo che sta annientando la società incitando l'individualismo). L'ingegnere è, adesso, un attore passivo e (inconsapevolmente) complice, di un sistema che produce finto benessere (SUV, cibo in scatola, mass media, progetti edilizi) e da suo esecutore non ha una coscienza critica che gli permetta di opporsi a tutto questo, scegliendo una strada alternativa.


Si parla tanto di università all'avanguardia che possa cambiare le cose quando, invece,  la ricerca (unica possibilità di cambiamento), tagliati i fondi pubblici, si ritrova ad essere finanziata da aziende e banche, i cui obiettivi, essendo di interesse privato e non sociale, non lo permettono.


Vogliamo un'università svincolata dalle logiche di mercato dove noi studenti, possiamo partecipare attivamente e non essere semplici “spettatori”.


 


LA STRADA SEMBRA UNA SOLA MA NOI VOGLIAMO COSTRUIRNE UNA DIVERSA,“PROGETTANDO” NON PER IL PROFITTO MA PER LA SOCIETÀ!


 


 


 


Venerdì 25 settembre alle ore 16.30 sotto la sede della Rai, Via Verdi, ci sarà un presidio per denunciare i devastanti effetti dei tagli a scuola, università e ricerca.
Dopo ci si sposterà in Piazza Vittorio dove si svolgeranno le iniziative della "Notte dei ricercatori".


 


 


Documenti


volantino presidio
volantino ColPo: fronte - retro
voltantino politecnico-università: fronte - retro

Created: 15/10-09 at 22.56   Latest comment: 16/10-09 at 00.18


Oggi, 15 ottobre 2009, studenti e precari del politecnico hanno occupato il rettorato in occasione della seduta del senato accademico che si apprestava ad approvare la nuova proposta di riforma, che oltre a modificare radicalmente l'offerta formativa per il prossimo anno accademico prevede numerosi licenziamenti e la chiusura di tutte le sedi distaccate.
L'occupazione del rettorato è durata diverse ore, impedendo che la seduta si svolgesse ai fini dell'approvazione della riforma.

Si sono così ottenute l'apertura del tavolo di trattative con i precari, richiesto da oltre un anno, e un'assemblea plenaria, con sospensione della didattica nonostante l'assurda contrarietà dell'amministrazione, dove verrà presentata e discussa con gli studenti la nuova offerta formativa, solo dopo questo il senato potrà votare e chiudere la seduta.

Infine una folta delegazione di studenti di Mondovì ha raggiunto il rettorato, per far sentire la prorpia voce contro la chiusura della loro sede, forti delle oltre 270 di studenti e docenti raccolte in giornata, e per annunciare l'occupazione ad oltranza del politecnico di Mondovì.

Forti dei risultati di oggi, ribadiamo l'importanza di partecipare a quest'assemblea per dimostrare tutta la nostra preoccupazione e contrarietà a queste politiche che mirano alla distruzione dell'università pubblica in tutti i suoi livelli.

Quando si tratta del nostro futuro vogliamo essere noi a decidere.

ColPo - Collettivo Politecnico




Rassegna stampa sull'occupazione del rettorato:

La Stampa 16-10-2009

La Repubblica 16-10-2009



La Stampa 17-10-2009


Created: 16/10-09 at 18.44   Latest comment: 19/10-09 at 17.41
Lunedi' 19 ottobre 2009, dalle ore 12.30 alle ore 14.30, presso l'Aula Magna della Sede di Corso Duca degli Abruzzi, 24 e' previsto un incontro informativo con gli studenti sui temi legati al Piano dell'Offerta Formativa 2010/2011.

Per permettere la partecipazione di tutti l'attività didattica sara' sospesa dalle 12.30 alle 14.30.


Ribadiamo l'importanza di partecipare a quest'assemblea per dimostrare tutta la nostra preoccupazione e contrarietà a queste politiche che mirano alla distruzione dell'università pubblica in tutti i suoi livelli.
Created: 19/10-09 at 18.59   Latest comment: 20/10-09 at 23.08
L'assemblea del 19 ottobre (richiesta dagli studenti a seguito delle proteste del 15 ottobre culminate nella momentanea occupazione del rettorato) è stata un incontro informativo nel quale non si è parlato nello specifico della bozza della nuova riforma.

La sospensione della didattica, benché volesse essere un tentativo per coinvolgere tutti gli studenti, è stata comunicata venerdì pomeriggio per lunedì (tempi stretti che non hanno permesso una lettura critica della nuova riforma) e non è stata rispettata da molti docenti che hanno ugualmente tenuto lezione (le aule 11S (prof. Parvis),4 (prof. Camporesi), 8 (prof. Belforte), 13(prof. Siri), 15 e forse altri ancora).

Il rettore ha a lungo monopolizzato l'attenzione della platea, elencando una serie di principi morali, piuttosto che spiegare come questi verranno attuati nella riforma, nascondendo così la realtà di un ateneo a corto di soldi che dimezza le ore di lezione. Pur riconoscendo la gravità in cui versa l'università italiana (Politecnico compreso) a seguito del DM 270 e della legge 133, tanto il Rettore Profumo quanto il Prorettore Gilli continuano acriticamente a rendersi complici delle politiche governative.

Gli studenti hanno posto domande e espresso perplessità specifiche che hanno avuto risposte evasive, finché la fine della sospensione della didattica è stato il pretesto per sancire l'interruzione dell'incontro.
Molte domande sono rimaste senza risposta, per questo domani ci sarà un'Assemblea, convocata dagli studenti riunitisi dopo l'incontro, dalle 18.30 in aula 1.

Col.po - Collettivo Politecnico


Scarica la bozza ufficiale di riforma, se non ha ricevuto la mail istituzionale

Scarica i volantini per promuovere l'assemblea:

Formato A6

Formato A4
Created: 26/10-09 at 16.29   Latest comment: 12/11-09 at 22.08

Questa mattina al Politecnico di Torino una trentina di militanti del Fuan e del Movimento Universitario Padano hanno occupato il cortile centrale per distribuire volantini e questionari. Ad accompagnare questi giovani, dei quali ben pochi iscritti al Politecnico, vi erano diversi pezzi grossi del centro destra come Cota, Carossa, Ghiglia e Maccanti. A scortare l'invasione, un imponente dispiegamento di polizia e carabinieri, 60 agenti della DIGOS e 15 camionette con uomini in tenuta antisommossa. A capo dell'operazione il vicequestore Spartaco Mortola (regista dei pestaggi nella scuola Diaz al G8 di Genova) e Giuseppe Petronzi (capo della Digos con master al FBI di Washington).


Chi sono Mup e Fuan?


Il Mup (Movimento Universitario Padano) è una lista elettorale universitaria legata alla Lega Nord. Il loro punto forte è la campagna contro l'EDISU, colpevole dell'assegnazione di borse di studio e dei posti nei collegi universitari agli studenti meridionali. Secondo loro andrebbero privilegiati gli studenti "padani" piuttosto che i "non padani". Nel momento in cui il diritto allo studio è sempre più un miraggio grazie alle politiche del governo, sostenuto anche dalla Lega Nord, queste persone rispolverano, un odio contro i "terroni", vecchio di almeno 15 anni.


Il Fuan (Fronte Universitario di Azione Nazionale) è una lista elettorale universitaria legata al Pdl ed in particolare ad An. Il loro punto forte è la campagna contro le fantomatiche aule occupate dai ragazzi dei centri sociali non iscritti all'università, le loro rivendicazioni si limitano alla richiesta di più parcheggi per gli studenti e meno ore "buche". Come i loro amici leghisti, anche i fascisti del Fuan sostengono le politiche del governo e per rifarsi la faccia di fronte agli studenti si occupano di questioni inesistenti o di poco conto.


Già la scorsa settimana i giovani padani, annunciando la loro presenza alla facoltà di Scienze Politiche e in Piazza Castello, avevano potuto sentire la forte contestazione di chi è fermamente convinto che la loro propaganda debba essere fermata.


La giornata di oggi dimostra ancora una volta che questi gruppi hanno paura di essere contestati e per questo possono portare avanti la loro propaganda soltanto con messe in scena degne di un regime dittatoriale: università assediate dalla polizia, agenti in borghese ovunque, studenti pedinati e giornalisti alla ricerca dello scoop. Nessuno ne sapeva nulla, ma questa mattina, La Repubblica preannunciava una "mattinata di alta tensione al Politecnico".


Siamo sicuri che giornali e televisioni faranno passare questa pagliacciata come un grande successo per Cota e i suoi giovani seguaci fascisti, razzisti e leghisti. In realtà non c'era nessuno ad ascoltarli, se non tutta la polizia chiamata per difenderli.


Soltanto uno stato di polizia può salvarli dalle contestazioni, perché al Politecnico come in tutta Torino i soli estranei sono loro.


 


Col.Po - Collettivo Politecnico, Torino

Created: 25/11-09 at 21.53   Latest comment: 26/7-10 at 18.40
LETTERA DEL RETTORE DI MILANO

L'11 novembre, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico, il rettore del politecnico Francesco Profumo ha dichiarato l'intenzione di rafforzare il rapporto fra il politecnico di Torino e il politecnico di Milano con l'unione dei due atenei in un'alleanza federativa.

Sembra, dalle parole del rettore, che il percorso di unificazione sia l'esito naturale di diverse collaborazioni interateneo già presenti, come l'alta scuola politecnica.

Ma forse non è questo il motivo principale delle dichiarazioni di Profumo.

Il magnifico dichiara infatti che la federazione tra i due potenti atenei italiani sarebbe un adeguamento alle future direttive ministeriali presenti nel ddl Gelmini (non ancora approvato). Direttive che sollecitano gli atenei a ridurre il numero di sedi e la fusione di atenei (Titolo 1, articolo 3).

Che il rettore Profumo abbia fatto sue le politiche del Ministro Gelmini, in particolare quelle in merito alla privatizzazione delll'università, non è certo una sorpresa.

Grazie a rettori come Francesco Profumo il sistema universitario italiano sta assumendo sempre di più le fattezze e dinamiche del libero mercato, in cui enti o meglio "fabbriche della conoscenza" e non più atenei pubblici dovranno associarsi per competere sul mercato della caccia ai finanziamenti.

Mors tua vita mea.

Ma i sogni di gloria di Francesco Profumo, appoggiati dal Ministro Gelmini in una recente visita a Torino, sembrano infrangersi sul muro innalzato dal rettore del politecnico di Milano, Giulio Ballio:

"Sono allibito per quanto è stato detto dal Rettore Profumo e riportato sulla stampa durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico [...] non esiste uno straccio di progetto riguardo la fusione dei due atenei.."

Addirittura Ballio aveva in anticipo chiesto a Profumo di togliere il riferimento al PoliMi sul discorso dell'inaugurazione.

Ma nulla da fare, perchè il magnifico Francesco aveva deciso di continuare sulla sua strada solitaria, in questa vicenda ormai comica che non nasconde il tragico riflesso dei fili che legano la marionetta alla ministra burattinaia.

Crediamo che le ambizioni rossiniane e il riscaldamento pre-elettorale del nostro rettore siano un assaggio dei problemi prossimi e venturi dell'università in Italia.

Per questo pubblichiamo integralmente la lettera di smentita del rettore Ballio ai dipendenti del PoliMi e il link al discorso di Profumo.


 


 

Created: 19/5-10 at 12.14   Latest comment: 30/8-10 at 05.18
A partire dal prossimo anno accademico saranno istituite le soglie per l'accesso alla laurea specialistica.
Questo provvedimento porterà ad una riduzione consistente del numero di studenti che potranno proseguire il proprio percorso di studi dopo la triennale.
L'amministrazione del Politecnico giustifica questa scelta con le seguenti motivazioni:


  • La legge 270 lo impone

  • Gli studenti sarebbero incentivati a lavorare di più conseguendo risultati migliori

  • La qualità della didattica aumenterebbe

  • Il percorso di studi diventerebbe più meritocratico


Riteniamo che nessuna di queste motivazioni sia valida e giustifichi questa scelta, infatti:
• La legge 270 prevede all'art. 6 comma 2 che:
“Nel caso di corsi di laurea magistrale per i quali non sia previsto il numero programmato dalla normativa vigente in materia di accessi ai corsi universitari, l'università stabilisce per ogni corso di laurea magistrale, specifici criteri di accesso che prevedono, comunque, il possesso di requisiti curriculari e l'adeguatezzadella personale preparazione verificata dagli atenei, con modalità definite nei regolamenti didattici.”
Il DM, per tanto, non impone che vengano istituite delle soglie, né tanto meno che agli studenti venga impedito definitivamente di iscriversi alla laurea magistrale.
D'altronde, poiché lo stato italiano riconosce il conseguimento della laurea triennale come attestato delle conoscenze di uno studente, qualunque “specifico criterio di accesso” aggiuntivo alla laurea magistrale non ha alcun senso. E' inoltre contraddittorio stabilire un valore di media selettivo superiore al 18, se si ritiene che questo sia sufficiente per superare un qualunque esame.


• La ragione per cui uno studente sia spinto ad ottenere buoni risultati non dovrebbe essere la paura di non riuscire ad iscriversi alla laurea magistrale, ma la curiosità verso l'ambito di studi che ha scelto e anche l'interesse che il docente sa suscitare.
L'intero percorso universitario diventa quindi una 'corsa contro il tempo' e una competizione per il voto alto anziché essere un percorso veramente formativo. Lo studente si ritroverà così ad affrontare un percorso formativo irto di ostacoli che lo costringeranno ad affrontare l'università come se fosse un compito da svolgere in determinate tempistiche con risultati standard, senza poter scegliere quali ambiti approfondire e senza acquisire una consapevolezza culturale, fondamentale a livello universitario.


• La qualità della didattica non viene migliorata perché questa non dipende dal numero degli studenti che seguono i corsi ma dal tipo di offerta formativa che il politecnico è in grado di offrire. Inoltre questo ragionamento offre motivo di pensare che la scelta dell'ateneo di istituire classi di 180 persone, come previsto dal nuovo piano dell'offerta formativa, oltre ad essere contraddittoria, sia rivolta ad un effettivo abbassamento della qualità della didattica e non ad un suo innalzamento.


• La soglia non è una scelta meritocratica perché la meritocrazia dovrebbe puntare a premiare gli studenti che realizzano il proprio percorso di studi con buoni risultati e non ad escluderli dall'università, negando così il diritto allo studio.


Le soglie sono soltanto un mero adeguamento ai tagli economici emanati dal ministero che, ormai da vent'anni, realizza riforme universitarie che obbediscono a quanto le leggi finanziarie impongono. È in questo stesso contesto che si inserisce la decisione del Politecnico di Torino di inserire le soglie. Il nostro rettore ed i nostri presidi non la giustifichino come una scelta meritocratica o come una scelta valida per migliorare la qualità della nostra formazione. Non devono dirlo perchè ancora una volta sono complici di questo sistema universitario che non lascia spazio alla formazione dell'individuo attraverso un sapere unitario ed una formazione intellettuale critica, realizzata non nelle aziende ma nelle comunità universitarie.


Non lasciamo che ancora una volta l'amministrazione del politecnico prenda delle decisioni a scapito di noi studenti!


Nessuno difende gli interessi degli studenti! E' ora di reagire!


Lunedì 24 maggio assemblea studentesca
Cortile centrale ore 12.30

Created: 27/6-10 at 17.13   Latest comment: 26/7-10 at 18.26


INCONTRO TRA STUDENTI E DOCENTI SUL DDL GELMINI E LA PROTESTA IN CORSO NELLE UNIVERSITA'.

GIOVEDI' 1 LUGLIO ORE 14.30 IN AULA 1


corso Duca degli Abruzzi


 


 


 




Giovedì 1 luglio si terrà il primo incontro pubblico, organizzato dal Coordinamento ricercatori e Coordinamento precari del Politecnico di Torino, fra docenti e studenti del Politecnico di Torino per affrontare insieme il tema del DDL Gelmini e per confrontarsi sugli scenari della protesta a partire dal prossimo anno accademico.


Il DDL 1905, detto DDL Gelmini, porterà qualora approvato gravi peggioramenti nell'università per quanto riguarda il diritto allo studio, un pesante attacco al carattere pubblico dell’università e alla libertà di insegnamento e di ricerca.


Si affacciano nuovamente prospettive che seguono il binario morto dell'aziendalizzazione e privatizzazione dell'università, attraverso l'entrata prepotente di privati negli organi decisionali di atenei ormai senza fondi e dei conseguenti tagli indiscriminati all'offerta formativa che vedranno una riduzione della qualità della didattica.


Prospettive che, in linea con la recente "riforma del politecnico", porteranno l'ennesimo attacco alla categoria degli studenti, indifesa, disinformata e mai presa in considerazione, già vittima di provvedimenti "punitivi" come le soglie per l'accesso alla specialistica, piuttosto che l'impossibilità ad architettura I di iscriversi con debito alla specialistica, piuttosto che la chiusura di corsi e laboratori o la riduzione di ore di didattica.


Grave sarà anche l'attacco alla categoria dei ricercatori universitari, che secondo il DDL scompaiono come figura rimpiazzati dal ricercatore a tempo determinato con un contratto che scade dopo sei anni. Un'evidente virata verso la precarizzazione del corpo docente e diminuzione della qualità della didattica, se si pensa alle larghe percentuali di cattedre coperte da ricercatori (in particolare ad architettura) che diventeranno presto crocevia di professori "usa e getta".


Ennesime prove di quanto le politiche universitarie, sia locali sia nazionali, siano profondamente legate a questioni economiche, quadrate dal ragioniere di turno, invece che essere mosse da un reale e manifesto spirito di miglioramento della qualità della didattica, del diritto allo studio e dell'università in generale.


Qualcosa si sta muovendo e qualcosa si è già mosso. Alcuni studenti di architettura, stanchi di poca informazione e preoccupati per quanto si prospetta il prossimo anno, si sono incontrati in due assemblee ad architettura, da cui è uscito un primo documento di critica ed opposizione a ciò che sta succedendo. I ricercatori ed i precari appoggiati anche da alcuni professori, in tutta Italia hanno da mesi avviato una piattaforma comune e creato un largo fronte di opposizione al DDL, anche al Politecnico di Torino, che ha cercato non solo una modifica del disegno di legge ma anche una presa di posizione delle istituzioni accademiche critica e contraria alle scelte ministeriali. E si prospetta la possibilità dello sciopero dell'attività didattica dei ricercatori a partire dal prossimo anno, per cui tanti corsi (in particolare ad architettura) non partiranno.


Riteniamo che queste recenti esperienze indichino l'unica strada da percorrere per evitare che gli scellerati amministratori delle nostre università e dei nostri corsi possano recarci altri danni e a nostra insaputa.


Informiamoci, partecipiamo, parliamoci e organizziamoci, anche se è estate, anche se gli esami sono alle porte.


Perchè se nella migliore tradizione (anti)democratica italiana l'estate è il periodo dei decreti legge, delle truffe e degli inganni, forse non c'è altro modo di invertire la tendenza che rompere il sonno - di noi studenti - che lascia spianata la strada al ladro.


 


col.po



Created: 27/6-10 at 15.43   Latest comment: 26/7-10 at 18.27
INCONTRO TRA STUDENTI E DOCENTI SUL DDL GELMINI E LA PROTESTA IN CORSO NELLE UNIVERSITA'.

GIOVEDI' 1 LUGLIO ORE 14.30 IN AULA 1

ORGANIZZATO DAL COORDINAMENTO RICERCATORI E DAL COORDINAMENTO PRECARI DEL POLITECNICO DI TORINO


Caro studente,


come probabilmente gia' sai al Politecnico, come in tutte le università italiane, a settembre alcuni corsi potrebbero non partire regolarmente.

Come mai al Politecnico, che ha la fama di Universitàseria, che, secondo una recente classifica del Ministero, è addirittura la seconda Università virtuosa d’Italia, si e’ creata una simile situazione?

Per capire che cosa stia succedendo occorre innanzitutto sapere che quelli che gli studenti, vedendoli in aula davanti ad una lavagna, chiamano  comunemente professori in realta’ sono spesso dei ricercatori o  dei  "ricercatori" a contratto (assegnisti, borsisti, "precari della  ricerca" per definizione).

Ed i ricercatori e i precari, per legge, non sono obbligati a tenere dei corsi. In questi anni lo hanno fatto con grande senso di responsabilità per permettere al Politecnico, e all’Università’ in genere, di mettere a  disposizione degli studenti un’offerta formativa ampia e completa. Ma dal  prossimo anno molti ricercatori  ritireranno la loro disponibilità, tornando a  fare principalmente attività di ricerca, come previsto dalla legge. Molti  precari rinunceranno ai corsi che normalmente gli venivano retribuiti, con  un'ulteriore perdita di salario, pari a più di una mensilità.

L’iniziativa, presa in modo sofferto, ha lo scopo di dare un forte segnale di  dissenso contro il disegno di legge di riforma dell’università, noto ai più nome disegno di legge Gelmini.

Quali sono i punti del ddl che i ricercatori e i precari contestano?  Il fatto che venga prospettata una riforma in assenza di adeguati finanziamenti per l’Università; la ridefinizione dei ruoli e della composizione del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione che ridurrà la democrazia negli atenei; l'abolizione della figura del ricercatore universitario e l'istituzione di una nuova figura di ricercatore a tempo determinato che “scade” dopo sei anni. Questo fatto è gravissimo, perché da un alto disconosce totalmente il lavoro fino ad ora svolto dai ricercatori, dall’altro sancisce un aumento inaccettabile della precarizzazione nell'accesso alla carriera universitaria: una parte consistente dei futuri professori saranno persone che potranno svolgere questo compito per soli sei anni, dopo i quali dovranno “riciclarsi” sul mercato. Con uno spreco enorme di risorse.

I ricercatori, i precari, e molti professori che appoggiano la protesta, ritengono che un’universita’ senza finanziamenti, il cui consiglio di amministrazione sia in mano a politici e rappresentanti di enti esterni, ed i cui dipendenti siano in numero considerevole precari non possa essere migliore di quella attuale.

La posta in gioco, ovvero la tutela del diritto allo studio, e la difesa della liberta’ di insegnamento e di ricerca, sanciti dalla costituzione, è veramente alta.


Per questo ti invitiamo ad un incontro di informazione e discussione su

questi temi giovedi' 1 luglio alle ore 14.30 in aula 1.




Coordinamento ricercatori e Coordinamento precari del Politecnico




Created: 05/6-10 at 12.11   Latest comment: 26/7-10 at 18.27

 


A seguito dell'incertezza riguardo i piani di studio che verranno attivati dal prossimo anno accademico, della totale assenza di informazione e coinvolgimento da parte dell'amministrazione, gli studenti di architettura riuniti in assemblea il 3 Giugno 2010 riconoscono:



  • la precaria situazione delle facoltà che non sono in grado di fornire alcuna garanzia sull'effettiva erogazione dell'offerta formativa per il prossimo anno accademico, né dal punto di vista qualitativo, né da quello quantitativo;



  • che l'iscrizione anticipata alle lauree specialistiche sia un'ottima opportunità per gli studenti e, in quanto tale, dev'essere mantenuta e tutelata;



  • che i tagli del corpo docente provocheranno, oltre all'abbassamento della qualità della didattica, anche l'inadeguatezza degli spazi e delle aule in cui si svolgeranno le lezioni, visto il consistente aumento del numero di studenti per classe;



  • l'incapacità dei rappresentanti degli studenti nello svolgere la loro funzione di tramite fra studenti e istituzione politecnica;



  • l'importanza del ruolo e del lavoro dei ricercatori, appoggiando la mozione presentata dall'Assemblea dei Professori e Ricercatori della I Facoltà di Architettura al Senato Accademico riunitasi il 24/05/2010.






Pertanto gli studenti richiedono:



  • la possibilità per tutti gli studenti già iscritti ad un corso di laurea di concludere il proprio percorso di studi senza alcuna variazione del carico didattico e nessun limite temporale per poter sostenere gli esami;



  • la trasparenza e la diffusione delle informazioni da parte dell'amministrazione;



  • la pubblicazione dei nuovi piani di studio indicanti anche i docenti che terranno i diversi corsi;



  • la posticipazione del termine ultimo per l'iscrizione alle lauree specialistiche, ritenendo che non sia possibile scegliere consapevolmente il proprio percorso di studi senza conoscere il programma dei corsi;



  • l'assenza di un numero minimo di iscritti per attivare i corsi di laurea.


 


Data l'urgenza e la gravità della situazione, si richiede un immediato cambiamento di rotta dell'amministrazione dell'ateneo, che vada realmente incontro alle necessità degli studenti e soddisfi le loro richieste.


 


 


Studenti di Architettura riuniti in assemblea

Created: 01/6-10 at 16.02   Latest comment: 26/7-10 at 18.27


Parlarne a settembre è troppo tardi!






 


Dopo la prima assemblea di martedì si è deciso di incontrarsi giovedì in pausa pranzo, per organizzare una campagna di informazione sulla situazione critica per le facoltà di architettura e organizzare qualche iniziativa di risposta.




Passiamo parola! Organizziamoci!


2° INCONTRO STUDENTI DI ARCHITETTURA


Giovedì 3 Giugno, h 12,30 aula 4M di via Boggio




 


 


col.po







Created: 25/5-10 at 22.35   Latest comment: 26/7-10 at 18.27

Dopo l'assemblea di lunedì


si è deciso di incontrarsi



GIOVEDI' alle 18.30 in aula 1



per preparare il documento contro le soglie.

Created: 19/5-10 at 12.04   Latest comment: 26/7-10 at 18.27

A più di un anno dalla riforma Gelmini si stanno delineando le linee principali di cambiamento dell’università italiana. I tagli previsti dalla legge 133 rimangono e allo stesso tempo i privati, con una presenza fino al 40% all'interno del consiglio d'amministrazione, hanno sempre maggiore potere decisionale all'interno dell'università, permettendo loro di controllare e determinare la formazione della futura forza lavoro.


L'amministrazione del Politecnico, che non ha mai voluto opporsi in modo serio e determinato ai tagli al FFO, ha preferito far pagare tutte le conseguenze a  studenti, ricercatori, precari e personale tecnico ed amministrativo.



  • Le sedi decentrate vengono chiuse senza sicurezze per il personale e non considerando i problemi causati agli studenti che le frequentano.

  • L'offerta formativa viene riformata eliminando interi corsi di laurea e accorpando tutti quelli del primo anno senza curarsi della mancanza di aule.

  • Agli studenti viene limitata la possibilità di proseguire gli studi inserendo soglie per l'iscrizione alla specialistica che, al di là dell’estrema soggettività su cui si basa ogni valutazione, portano un ulteriore duro attacco al diritto allo studio.

  • La figura del ricercatore a tempo indeterminato viene eliminata, rendendo la ricerca di base sempre più esigua e praticamente azzerando le possibilità di ottenere un lavoro stabile dopo anni di studio. Per gli attuali ricercatori di ruolo e precari della ricerca, e per noi in un futuro prossimo, viene bloccato l’avvenire.


Per far sentire le nostre richieste è importante aderire alla mobilitazione dei ricercatori e in particolare alle iniziative previste nella settimana dal 17 al 22 maggio: una serie di azioni dimostrative per mettere in evidenza il peso del lavoro di ricercatori e precari della ricerca (attuali a futuri) nel funzionamento degli atenei.


Pur sentendo l’esigenza di una profonda riforma del nostro sistema universitario,
crediamo che questa non possa e non debba avvenire a scapito di noi studenti, dei ricercatori, dei precari, dei lavoratori e, soprattutto, di quello che è il vero obiettivo a cui l’Università deve puntare: una cultura e una ricerca libere e accessibili a tutti!


A TUTTO QUESTO NON È PIÙ POSSIBILE RISPONDERE COL SILENZIO!
QUANDO SI TRATTA DEL NOSTRO FUTURO VOGLIAMO ESSERE NOI A DECIDERE.

Created: 10/5-10 at 17.24   Latest comment: 26/7-10 at 18.27

I ciellini di "Lavori in corso" hanno scritto in prima pagina del loro giornalino la falsità che uno studente del Col.po "avrebbe consigliato ai terroni di tornarsene a casa". La falsità, scritta nell'articolo riguardante un'agenzia di viaggi, vuole evidentemente alludere al fatto che gli studenti del collettivo sarebbero razzisti verso i meridionali, nonostante l'autore dell'articolo l'abbia successivamente negato a parole.



NON SI DEVONO PERMETTERE QUESTI SERVITORI DI UN GOVERNO RAZZISTA E SECESSIONISTA DI SCRIVERE QUESTE BAGGIANATE!

Il Col.po è formato per l'80% da studenti fuori sede e meridionali e, non solo per questa ragione, rifiuta e lotta ogni discriminazione geografica, economica e sociale, e di certo non appoggia alle elezioni studentesche del Politecnico candidati della Leganord (Sciretti) come ha fatto "Lavori in corso" alla scorsa tornata elettorale.

Dal CNSU al senato del Politecnico, "Lavori in corso" accetta e appoggia le politiche ministeriali di Gelmini e Tremonti, i cui tagli causano tra l'altro l'aumento progressivo delle disparità economiche dei sempre più poveri atenei del sud rispetto ai potenti atenei del nord. Politiche economiche che si traducono facilmente in reali e sostanziali discriminazioni geografiche e nell'aumento del disagio sociale ed economico del Meridione.

Grazie a questo Governo e grazie a chi, come "Lavori in corso" lo appoggia, sempre più giovani meridionali saranno condannati a non avere futuro nella propria terra e a dover di conseguenza emigrare. Rimangono a CL così solo le diffamazioni e i consigli per gli acquisti a pagina 3.



 


Col.po - Collettivo Politecnico, Torino




Created: 25/2-10 at 18.58   Latest comment: 26/7-10 at 18.36



Oggi 25 febbraio alle ore 17 davanti alla sede del Politecnico di Torino, corso Duca degli Abruzzi 24, è avvenuto l'ennesimo atto di repressione da parte della polizia e di violazione del diritto costituzionale di poter manifestare il proprio pensiero. E' rimasto appeso solo per alcuni minuti uno striscione che citava “NON POTETE FERMARE IL VENTO POTETE SOLO FARGLI PERDERE TEMO, BASTA CENSURA E REPRESSIONE, LIBERTA' PER I COMPAGNI” firmato collettivo politecnico.


Lo striscione è stato fatto sparire tempestivamente da due agenti della digos, a testimonianza del clima che il questore & company stanno cercando di instaurare in città.


La libertà di espressione non può essere fermata, un nuovo striscione ha subito rimpiazzato il precedente, di stoffa ce n'è tanta e di bombolette a volontà.


 


ColPo

Created: 05/3-10 at 12.58   Latest comment: 26/7-10 at 18.36
Created: 21/4-10 at 10.49   Latest comment: 26/7-10 at 18.36

 


 


GIOVEDI 22 APRILE 2010


 


Sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici del Politecnico di Torino




ore 10 concentramento nel cortile centrale del Politecnico!


Nell’ultima settimana di marzo si sono svolte cinque Assemblee che hanno registrato un’altissima affluenza, in tutte le sedi del Politecnico. In tutte le Assemblee, al termine di un partecipato dibattito, è stato approvato quasi all’unanimità (si sono registrati unicamente un parere contrario e due astenuti) un ordine del giorno che oltre a riconfermare gli obiettivi che sono stati alla base delle mobilitazioni degli ultimi tempi, ha dato mandato alle RSU di indire uno sciopero di due ore entro il mese di aprile.


Nell’incontro di trattativa del 31 marzo l’Amministrazione ha riconfermato la sostanziale chiusura rispetto a tutte le richieste sindacali, con un atteggiamento che mette a rischio quel “senso di appartenenza al Politecnico” sempre dimostrato dal personale tecnico, amministrativo e bibliotecario.


Basti pensare che quasi a “voler marcare” simbolicamente l’indisponibilità ad una seria trattativa non è stato ritenuto opportuno, come richiesto con largo anticipo dalle RSU, fornire la documentazione relativa all’incontro del 31 marzo (che è stata poi fornita qualche giorno dopo).


Le RSU hanno quindi avviato, come da mandato ricevuto dalle Assemblee, la procedura per la proclamazione di un primo sciopero previsto per GIOVEDI 22 APRILE dalle ore 10 alle ore 12.


Questi in sintesi gli obiettivi dello sciopero:



  • Progressioni Economiche Orizzontali (PEO) Applicazione dell’accordo del 16 luglio 2009 che prevede la progressione per tutto il personale che ne ha maturato il diritto.





  • Progressioni Economiche Verticali (PEV) Applicazione dell’accordo del 3 aprile 2007 che prevede ancora bandi per 94 posizioni da C e da D e per 32 posizioni da EP





  • Stabilizzazioni Mantenimento del principio di “graduale politica di scorrimento e progressivo consolidamento” ed applicazione dell’art. 22 comma 5 de CCNL per le stabilizzazioni di tutti i tempi determinati che hanno già svolto una procedura selettiva. Una particolare attenzione e provvedimenti concreti per tutta la questione “precariato” (sia il nostro sia quello dei ricercatori precari) che parta dall’assunto che i precari sono una risorsa e non una zavorra. Infatti da molti anni i lavoratori precari sono parte fondamentale dell’Università italiana. Tengono corsi, fanno ricerca, gestiscono insieme a docenti, ricercatori ed al personale tecnico-amministrativo strutturato laboratori e servizi per la didattica e per la ricerca. Tutto nel segno della precarietà, tra diritti negati e doveri imposti.





  • Calendario 2010 Ritiro del comunicato unilaterale del Direttore Amministrativo. Definizione di:



  1. Regole uniformi per tutte le strutture dell’Ateneo

  2. Istituzione di una “ banca ore individuale”

  3. Calendario delle chiusure 2010 condiviso con le RSU



  • Sedi decentrate Salvaguardia delle sedi di Alessandria, Biella, Mondovì, Vercelli e Verres con caratterizzazione in termini di ricerca, trasferimento tecnologico, servizi al territorio e attività formative quali Master e percorsi formativi professionalizzanti (IST) ed attraverso l’individuazione di obiettivi che garantiscano collocazioni certe delle sedi e rispetto delle aspettative del territorio e del personale.



  • Processo di riorganizzazione del lavoro e delle strutture del Politecnico Ritrattazione del decreto unilaterale di riassetto organizzativo dell’Amministrazione Centrale e sospensione dei processi di accorpamento dei Dipartimenti ed avvio di un contestuale confronto sugli obiettivi e sugli strumenti di un modello organizzativo condiviso.


 


A queste motivazioni si aggiunge la questione del pagamento del FUA 2010 senza alcuna pretestuosa applicazione di “decreti Brunetta” o altre insulsaggini simili.


Giovedì 22 aprile ore 10 concentramento


nel cortile centrale del Politecnico!


L’Amministrazione continuerà sulla strada del mancato rispetto degli accordi sottoscritti, dei provvedimenti unilaterali e di dichiarazioni a cui non segue nulla di concreto … ma le conviene e soprattutto conviene al Politecnico?


Certi che tutto il personale, anche docente e ricercatore, possa condividere questi obiettivi che muovono nella direzione di operare per costruire percorsi condivisi per continuare a fare del Politecnico una Università Pubblica con servizi di qualità e, al contempo, migliorare le condizioni di lavoro e professionali del personale, invitiamo a mantenere impegno collettivo e continuità e a sostenerci come avete fatto finora


Rappresentanze Sindacali Unitarie Politecnico di Torino

Created: 08/5-10 at 11.38   Latest comment: 26/7-10 at 18.36
Il Coordinamento Precari degli atenei torinesi (Unito e Polito) vogliono aderire alla mobilitazione permanente dei ricercatori, indetta finché non si otterrà una risposta positiva da parte del Governo alle richieste stabilite nell’assemblea di Milano il 29 aprile. In particolare dal 17 al 22 maggio viene proposta una settimana di azioni dimostrative atte a mettere in evidenza il peso del lavoro di ricercatori e precari della ricerca (attuali a futuri) nel funzionamento ordinario degli atenei con modalità da stabilire.



All’ASSEMBLEA GENERALE del 10 maggio vogliamo discutere delle azioni che si stanno intraprendendo e delle nostre possibili modalità di adesione oltre che aggiornarvi sui rapporti con gli organi decisionali del Politecnico.

Ordine del Giorno:



  • stato delle “indisponibilità didattiche” dei ricercatori strutturati nelle facoltà del Politecnico, a Torino e in Italia

  • proposte di adesione alla mobilitazione nazionale ed alle proteste contro il DDL indette dai ricercatori strutturati e alla mozione aggiuntiva dei precari

  • stato del Tavolo di concertazione con l’Ateneo e la Regione

  • risposte alle richieste di bandire i concorsi al Politecnico



Per maggiori informazioni visita http://precaripolito.tk/




Created: 24/9-09 at 11.38   Latest comment: 26/7-10 at 18.42


Created: 12/10-09 at 11.10   Latest comment: 26/7-10 at 18.42

Il senato accademico si prepara ad approvare un piano di riorganizzazione dell’ateneo per l’a.a. 2010/2011. Una riorganizzazione in linea con le direttive ministeriali, che sembra più un amaro adeguamento economico piuttosto che una riforma voluta e pensata per migliorare la nostra università. Il 28 ottobre scorso il rettore Profumo lasciava queste dichiarazioni a “La Stampa”:


"Se il Governo non cambierà strada, convocando i rettori, ritirando tagli insostenibili e aprendo la via a una seria riforma dell'università, non potrò che dimettermi, insieme agli altri rettori italiani."


Ad un anno di distanza, non possiamo che prendere atto della coerenza del governo nel portare avanti un progetto politico che mira sempre più a una distruzione della scuola pubblica in tutti i suoi livelli (da quella elementare fino all'università), e contemporaneamente non possiamo che ridere (furiosamente) dell'incoerenza di chi prometteva battaglia a questi provvedimenti, parlando addirittura di dimissioni ai giornali, e che invece si è ricandidato alle elezioni di rettore l'anno scorso e adesso propone una riforma figlia di quella stessa legge tanto criticata.


Il nostro caro rettore vuole, evidentemente, a tutti i costi, rendersi complice di questo progetto politico, forse per smanie di grandezze e quindi per poter dire un giorno: "c'ero anche io, quando l'università pubblica moriva".


Questi sono i punti principali di una riforma molto radicale, della quale però non si parla (assomiglia ad un diktat!) e non si viene informati (ne siamo venuti a conoscenza da un articolo pubblicato su Repubblica!):


- chiusura dei corsi di laurea non economicamente sostenibili (cioè con un numero di iscritti inferiore a 150 per la triennale e 50 per la specialistica)
- possibilità di iscrizione all'anno successivo solo se raggiunto un numero minimo di crediti e l'introduzione di soglie per l'iscrizione alla specialistica.
- 1° anno comune per tutti i corsi di ingegneria con classi di 180 studenti, 2° anno diviso per aree disciplinari (Industriale, Ambientale/Civile/Edile, Informazione, Gestionale) e 3° anno diviso per corsi di laurea.
- conferma del corso di Disegno Industriale solo se ritenuto “sostenibile” da un apposita commissione
- accorpamento delle 2 facoltà di architettura.
- chiusura di tutte le sedi decentrate.
- riduzione del 10% del personale docente e tecnico-amministrativo.


A parte l'ultimo punto, dove la parola riduzione è sempre sintomo di peggioramento della qualità del servizio che si offre, molti sono gli interrogativi che sorgono spontanei e sui quali sarebbe opportuna una discussione aperta a tutti.


Ad esempio:


- l'inserimento di soglie di crediti per l'accesso agli anni successivi di insegnamento è una scelta che tiene conto di chi, per motivi economici, studia e contemporaneamente lavora per proseguire quegli studi? parchè deve essere l'università a dettare i tempi dell'apprendimento, sempre più serrati e frenetici, e sempre più lontani da quella "lentezza" capace di far riflettere sul mondo che ci circonda, su noi stessi e renderci più completi come individui?


- la chiusura delle sedi distaccate, uno dei temi tanto decantati anche dal governo come soluzione gli sprechi, è una scelta puramente economica o è una scelta che porta avanti l'idea di un polo culturale accentrato, per creare grandi spazi di aggregazione culturale? Se è veramente una scelta dettata da un idea e non dal bilancio (cosa improbabile di questi tempi), si è in grado di fornire alloggi e spazi didattici alle molte persone che si vedranno costrette a trasferirsi a Torino? Riuscirà l'edisu a farsi carico di tutte queste persone? Può il politecnico fornire aule adeguate, quando ci si ritrova già ora a fare lezioni in aule troppo piccole per il numero di studenti che seguono il corso?


- è giusto parlare di sostenibilità economica? è giusto che questa riforma universitaria, come quelle passate, sia una risposta a dei modelli economici imposti piuttosto che una risposta a un reale bisogno di miglioramento?....


 


Sembra evidente, quindi,che una riforma di tale portata, necessiti di una discussione molto lunga e approfondita e, soprattutto, debba coinvolgere la pluralità dei soggetti interessati.
Ci sembra assurdo che gli studenti non siano stati nemmeno informati su questa riforma così radicale e che, ancora una volta, questi discorsi rimangano chiusi tra le mura di un senato accademico sempre più indifferente alla voce degli studenti.
Una questione fondamentale da evidenziare, infatti, è la non partecipazione e l'unilateralità dei processi decisionali. La tanto decantata governance ovvero un processo governativo e decisionale che coinvolga più attori al fine di perseguire un unico e condiviso obiettivo di crescita, ovvero un processo che dovrebbe opporsi a decisioni dettate dall'alto lasciando spazio alla partecipazione, non è che una facciata, una maschera, che nasconde il volto reale di un modo di procedere e decidere unilaterale e dettato dall'alto. Chi di noi è stato dunque coinvolto in un processo di riforma della nostra università? O, ancora, chi di noi è stato almeno informato? Lo studente, l'attore fondamentale dell'università , la cui formazione rappresenta il motore di qualunque processo che la riguardi, è  l'escluso per eccellenza.


 


Quando si tratta del nostro futuro vogliamo essere noi a decidere.


 


Presidio davanti al rettorato del politecnico


giovedi 15 ottobre 2009, dalle ore 12.30


cortile centrale, Corso Duca degli Abruzzi 24



 


vedi il comunicato


vedi il volantino


scarica la bozza di riforma ufficiale


 


rassegna stampa:


articolo Repubblica 06-10-2009


articolo Repubblica 09-10-2009

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