inserito da colpo il 18/11-09 at 16.36
Lenzuoli di Stato
Il 14 novembre 1973 gli studenti del Politecnico di Atene occupavano il loro ateneo per protestare contro la dittatura fascista dei colonnelli. Tre giorni dopo, il 17 novembre, il governo mandava le forze armate e un carrarmato per reprimere la rivolta, uccidendo studenti.
Da allora in tutto il mondo centinaia di migliaia di studenti manifestano il 17 novembre per il diritto allo studio per ricordare la lotta dei tanti studenti greci e lavoratori che portò, nonostante la repressione, alla fine della dittatura.
Da quei giorni ci separano 36 anni di lotte per diritti e libertà. Lotte che, come in quei giorni, sono state represse ed ostacolate con la violenza dalle forze armate e di polizia.
Nelle ultime settimane anche al Politecnico di Torino, la nostra università, centinaia di poliziotti hanno militarizzato l'ateneo per giornate intere, per impedire che in situazioni scomode ci fosse un'espressione democratica del dissenso da parte di studenti e lavoratori.
Scenari da dittatura, da golpe, da Ventennio.
I casi sono molteplici, ma in tutti la funzione delle forze "dell'ordine" era esclusivamente e costantemente la difesa degli interessi dei potenti (vedi "Auto blu e caschi blu" e "Fascisti razzisti e polizia: è questa la vostra democrazia?")
Che fra le forze di polizia italiane non siano diffusa una cultura nè modus operandi democratici non è una novità. Ce ne accorgiamo, ad esempio, dalle condizioni delle carceri italiane in cui pestaggi, torture e isolamenti sono all'ordine del giorno.
Appena un mese è passato dall'omicidio di Stefano Cucchi, entrato in carcere per pochi grammi di hashish e uscito morto dopo una settimana. Stesso copione per Aldro, Bianzino e tanti altri.
I morti rimangono senza giustizia, l'impunità è garantita per i burocrati e i loro armati.
Fra gli "intoccabili", a Torino il caso esemplare del poliziotto Spartaco Mortola premiato con la promozione a vice questore di Torino dopo aver diretto il pestaggio "notturno" di 93 persone che dormivano alla scuola Diaz, in occasione del g8 di Genova.
Durante il corteo per ricordare questi assassìni, per ricordare la lotta degli studenti greci nel '73, è stato attaccato davanti alla questura di corso Vinzaglio lo striscione "http://colpo.org/uploads/images/Gallery/17Novembre/questura_1.jpg','','scrollbars=yes,width=700,height=400,left='+(screen.availWidth/2-350)+',top='+(screen.availHeight/2-200)+'');return false;" href="uploads/images/Gallery/17Novembre/questura_1.jpg">Morti senza giustizia, STATO ASSASSINO" e distribuito un volantino per ricordare gli ultimi omicidi di stato ma senza dimenticare i passati.
I poliziotti schierati lungo il corteo, probabilmente con le coscienze sporche, hanno scatenato il http://www.youtube.com/watch?v=94M6Il069k0','','scrollbars=yes');return false;" href="http://www.youtube.com/watch?v=94M6Il069k0">parapiglia e in fine sequestrato lo striscione.
Il messaggio è stato lanciato e chiaro. Noi non dimenticheremo le violenze, non perdoneremo gli assassìni. Continuiamo a lottare per il nostro futuro, senza paura dei manganelli senza indugiare davanti ai soprusi.
Il futuro è nostro, la lotta continua.
Per un futuro libero e democratico, per un sapere di tutti.
Col.Po - Collettivo Politecnico, Torino


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