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Invito di ricercatori e precari rivolto agli studenti per l'assemblea del 1 luglio al Politecnico
INCONTRO TRA STUDENTI E DOCENTI SUL DDL GELMINI E LA PROTESTA IN CORSO NELLE UNIVERSITA'.

GIOVEDI' 1 LUGLIO ORE 14.30 IN AULA 1

ORGANIZZATO DAL COORDINAMENTO RICERCATORI E DAL COORDINAMENTO PRECARI DEL POLITECNICO DI TORINO


Caro studente,

come probabilmente gia' sai al Politecnico, come in tutte le università italiane, a settembre alcuni corsi potrebbero non partire regolarmente.

Come mai al Politecnico, che ha la fama di Universitàseria, che, secondo una recente classifica del Ministero, è addirittura la seconda Università virtuosa d’Italia, si e’ creata una simile situazione?

Per capire che cosa stia succedendo occorre innanzitutto sapere che quelli che gli studenti, vedendoli in aula davanti ad una lavagna, chiamano  comunemente professori in realta’ sono spesso dei ricercatori o  dei  "ricercatori" a contratto (assegnisti, borsisti, "precari della  ricerca" per definizione).
Ed i ricercatori e i precari, per legge, non sono obbligati a tenere dei corsi. In questi anni lo hanno fatto con grande senso di responsabilità per permettere al Politecnico, e all’Università’ in genere, di mettere a  disposizione degli studenti un’offerta formativa ampia e completa. Ma dal  prossimo anno molti ricercatori  ritireranno la loro disponibilità, tornando a  fare principalmente attività di ricerca, come previsto dalla legge. Molti  precari rinunceranno ai corsi che normalmente gli venivano retribuiti, con  un'ulteriore perdita di salario, pari a più di una mensilità.

L’iniziativa, presa in modo sofferto, ha lo scopo di dare un forte segnale di  dissenso contro il disegno di legge di riforma dell’università, noto ai più nome disegno di legge Gelmini.

Quali sono i punti del ddl che i ricercatori e i precari contestano?  Il fatto che venga prospettata una riforma in assenza di adeguati finanziamenti per l’Università; la ridefinizione dei ruoli e della composizione del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione che ridurrà la democrazia negli atenei; l'abolizione della figura del ricercatore universitario e l'istituzione di una nuova figura di ricercatore a tempo determinato che “scade” dopo sei anni. Questo fatto è gravissimo, perché da un alto disconosce totalmente il lavoro fino ad ora svolto dai ricercatori, dall’altro sancisce un aumento inaccettabile della precarizzazione nell'accesso alla carriera universitaria: una parte consistente dei futuri professori saranno persone che potranno svolgere questo compito per soli sei anni, dopo i quali dovranno “riciclarsi” sul mercato. Con uno spreco enorme di risorse.

I ricercatori, i precari, e molti professori che appoggiano la protesta, ritengono che un’universita’ senza finanziamenti, il cui consiglio di amministrazione sia in mano a politici e rappresentanti di enti esterni, ed i cui dipendenti siano in numero considerevole precari non possa essere migliore di quella attuale.

La posta in gioco, ovvero la tutela del diritto allo studio, e la difesa della liberta’ di insegnamento e di ricerca, sanciti dalla costituzione, è veramente alta.

Per questo ti invitiamo ad un incontro di informazione e discussione su
questi temi giovedi' 1 luglio alle ore 14.30 in aula 1.


Coordinamento ricercatori e Coordinamento precari del Politecnico

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