inserito il mag 19, 2010

Lunedì 24 maggio alle 18.30 si terrà in aula 1 la proiezione di La classe operaia va in paradiso un film diretto da Elio Petri e con Gian Maria Volonté.

 

Lulù Massa è un operaio che lavora a cottimo. Per questo motivo, Lulù è odiato dai compagni ed amato dal padrone: individualista accanito, vive con Lidia ed il figlio di lui, in una casa disordinata ed alienante. Il suo comportamento quasi paranoico cambia improvvisamente il giorno in cui un incidente alla catena gli amputa il dito di una mano. Con la mano guantata, Lulù si sente frastornato ed impotente. Cerca consolazione dalla moglie separata, cerca la compagnia di un vecchio compagno comunista diventato folle, Militina, senza alcun conforto. Torna a lavorare in fabbrica come inebetito, si mette coi contestatori, ma perde il lavoro, la donna, la compagnia degli amici. Quando tutto sembra perduto, è riassunto in fabbrica: è una vittoria sindacale, ma Lulù ha capito che, per gli operai, c’è ancora tutto da fare, tutto da capire…
La classe operaia va in paradiso…ed in paradiso trova la nebbia, un muro da abbattere e, dietro il muro, ancora gli operai nella nebbia. Chi riuscirà ad abbattere quel muro? E da dove? È questo il sogno di Lulù che conclude e dà il titolo al film: è questo il problema del socialismo, del comunismo, che mette in scena Elio Petri, con l’aiuto del fedele sceneggiatore Ugo Pirro, all’inizio degli anni ’70.

È da poco passato il ’68, è appena cominciata la strategia della tensione ed il cinema italiano affronta direttamente la questione operaia. Cinema d’impegno civile, politico, con un’ottica tutta interna alla sinistra, ma non cinema realistico, come la nostra critica andava cercando. Casomai iperrealistico. Petri, Pirro e Volonté mettono in scena l’operaio raccontando un caso-limite ed adoperando soluzioni-limite a livello espressivo e narrativo: tendendo il racconto lungo l’arco del grottesco, riempiono la storia di simboli (l’amputazione di Lulù è chiaramente una castrazione), di personaggi al limite della follia, di memorabili dialoghi didattici ed aforistici. In un percorso narrativo che ha la chiarezza della parabola, emerge lo stile di Petri che – formatosi alla scuola di Giuseppe De Santis – predilige le immagini forti, le sequenze grandguignolesche, costruite con l’uso forsennato del sonoro, delle angolazioni insolite delle inquadrature, degli improvvisi stacchi di montaggio, dell’uso espressionistico degli attori: lo scatenato Volonté, operaio più vero del vero, l’inesorabile Randone, comunista folle e geniale, la quasi esordiente Melato, figurina bizzarra e memorabile, emergono in un tripudio di volti che faranno il cinema italiano impegnato degli anni ’70. Forzato ed aggressivo, osteggiato con veemenza anche a sinistra, La classe operaia va in paradiso vinse la Palma d’oro a Cannes nel 1972 – ex-aequo con Il caso Mattei di Francesco Rosi (un trionfo di Volonté) – ed è ancora oggi un film attuale e disturbante.


inserito il mag 14, 2010

Lunedì 17 maggio alle 18.30 si terrà in aula 1 la proiezione di Sacco e Vanzetti un film diretto da Giuliano Montaldo e con Gian Maria Volonté.

 

1920, USA: a seguito di un attentato dinamitardo attribuito al movimento anarchico e mai rivendicato, vengono rastrellati numerosi italiani. Nicola e Bartolomeo sono trattenuti con l'accusa di rapina a mano armata ed omicidio. Il processo evidenzia non solo la loro innocenza ma la volontà delle autorità statunitensi di compiere un gesto di rappresaglia politica, condannando a morte in maniera esemplare i due anarchici italiani. Franklin Delano Roosevelt, presidente degli USA dal 1933 al 1945, lo definirà «Il delitto più atroce compiuto in questo secolo dalla giustizia umana». A nulla serviranno le numerose mobilitazioni della comunità locale, non solo quella italiana, e i numerosi comitati di liberazione e nel 1927, Sacco  e Vanzetti verranno uccisi tramite sedia elettrica.

 

“Mai, vivendo l'intera esistenza avremmo potuto sperare di fare così tanto per la tolleranza, la giustizia, la mutua comprensione fra gli uomini.”

Bartolomeo Vanzetti, alla giuria che lo condannò alla pena di morte.


inserito il mag 6, 2010

Lunedì 10 maggio alle 18.30 si terrà in aula 1 la proiezione di Inglorious Bastards un film scritto e diretto da Quentin Tarantino.

 

Nella Francia occupata dai nazisti, Shosanna Dreyfus (Mélanie Laurent) assiste all’uccisione di tutta la sua famiglia per mano del colonnello nazista Hans Landa (Christoph Waltz). Shosanna risce a sfuggire miracolosamente alla morte e si rifugia a Parigi, dove assume una nuova identità e diviene proprietaria di una sala cinematografica. Altrove in Europa, il tenente Aldo Raine (Brad Pitt) mette assieme una squadra speciale di soldati ebrei : noti come "The Basterds", i soldati vengono incaricati dai loro superiori di agire come cani sciolti sul territorio uccidendo ogni soldato tedesco che incontrano e prendendogli lo scalpo. La squadra di Raine di troverà a collaborare con l’attrice tedesca Bridget Von Hammersmark (Diane Kruger), una spia degli Alleati, in una missione che mira ad eliminare i leader del Terzo Reich. La loro missione li porterà nei pressi del cinema parigino dove Shosanna sta tramando un piano di vendetta privata…

 

Il film verrà proiettato in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero.


inserito il mag 6, 2010

L'idea di un cineforum nasce dalla voglia di rendere il nostro ateneo un luogo non soltanto di studio ma anche di scambio di idee ed opinioni. La visione di un film non è solo un momento di svago ma, anche, occasione di dibattiti e discussioni, che di certo non possono scaturire durante le ore di lezione.

I film proposti non sono stati scelti in base alla data di produzione o al genere, ma si è più che altro prestata attenzione ai temi trattati: si parte  dalla storia dei “bastardi”, diretta con l'irriverenza di Quentin Tarantino, da cui prende anche il nome il cineforum. Le Gamaar, infatti, è il nome del teatro che ha un ruolo centrale nel film, simbolo dell'unione delle lotte contro il sistema.

Si proseguirà con la storia di Sacco e Vanzetti, raccontata con la maestria di Gian Maria Volontè, passando per la satira pungente di Elio Petri in Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e La classe operaia va in paradiso. Ognuno di questi film, seppur con tagli differenti, affronta tematiche sempre attuali, problematiche mai risolte, lasciando largo spazio al dibattito.